E possibile la prevenzione delle demenze

E possibile la prevenzione delle demenze?
Il fatto di parlare di prevenzione è necessario distinguere la prevenzione primaria, che riguarda quegli interventi che mirano ad evitare l’insorgenza di una malattia (ad esempio le vaccinazioni per le malattie infettive), dalla prevenzione secondaria e terziaria, che si riferiscono ai provvedimenti che hanno come obiettivo di evitare che, durante il decorso di una malattia, compaiano conseguenze o complicanze (ad esempio la cura dell’ipertensione per evitare l’ischemia cerebrale o la riabilitazione per evitare allettamenti prolungati).
Numerosi studi hanno ormai accertato che svolgere attività che richiedono un certo impegno cognitivo e avere una rete di relazioni sociali costituiscono fattori di prevenzione delle demenze.
La prevenzione primaria delle demenze è un obiettivo difficile, ma non impossibile e che deve iniziare fin dall’età giovanile: abitudini di vita e comportamenti alimentari, correzione di patologie croniche quali l’ipertensione, l’uso di antiossidanti ma soprattutto il mantenimento di una adeguata attività fisica e mentale sembrano essere promettenti nel ridurre il rischio della demenza.
Negli ultimi anni si sta affermando l’ipotesi che i fattori di rischio per l’aterosclerosi svolgano un ruolo rilevante, oltre che per la demenza
In particolare, il controllo dei fattori di rischio per l’arteriosclerosi (quali il fumo, l’aumento di colesterolo e grassi nel sangue, il diabete mellito, l’obesità e l’ipertensione arteriosa) contribuiscono a ridurre il rischio non solo di demenza vascolare ma anche di malattia di Alzheimer.
In ogni fase della malattia sono comunque possibili una prevenzione secondaria e terziaria, finalizzate a ridurre le conseguenze del danno cerebrale e le complicanze. Ad esempio, un livello di stimolazione ambientale adeguato e commisurato alle abilità residue della persona con demenza è in grado di rallentare il declino cognitivo e funzionale. Evitare i farmaci potenzialmente pericolosi, trattare le patologie croniche somatiche, evitare il disuso e sostenere le abilità residue della persona con demenza consente di ridurre l’eccesso di disabilità (cioè una disabilità superiore a quella causata dai deficit), anche nelle fasi moderato-severe della demenza. Nelle fasi avanzate va posta attenzione alla prevenzione delle cadute, della malnutrizione, delle infezioni, dell’immobilità prolungata.

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